Giuseppe Carrus, “Frutti di bosco tra I Pàmpini”, Blog del Gambero Rosso, Marzo 2011

Mi ricordo ancora le prime letture delle riviste americane che trattavano di cose vinose. Eravamo a metà degli anni novanta. Il mio inglese lasciava un po’ a desiderare e di vino ci capivo poco. Ora le cose sono cambiate e, grazie a svariati soggiorni oltremanica, la lingua britannica la capisco sicuramente di più. Per il vino invece il cambiamento non si avverte. Pazienza. Fortunatamente già da allora non mi era difficile tradurre le brevi schedine in lingua inglese: poche, pochissime parole, una frase al massimo e di facile comprensione. Una di queste sentences mi è sempre rimasta impressa nella mente: an explosion of soft fruit!
Basta, fine, giudizio sufficiente. Non mi ricordo affatto a che vino era riferito, ma vi assicuro che un descrizione così non poteva non venirmi in mente davanti alla bottiglia stappata proprio ieri. Si tratta dell’Oriente ’09 de I Pàmpini, piccola azienda della provincia di Latina di proprietà dei coniugi Oliveto. Carmen ed Enzo, spinti da innata passione, si dedicano alla viticoltura dal ’99, anno di fondazione aziendale e lavorano circa 6 ettari di vigneti dislocati tutti in prossimità del litorale laziale.
La viticoltura segue i dettami biologici e il la gamma annovera sette vini in tutto tra bianchi e rossi. Tra questi c’è l’Oriente. È un syrah in purezza vinificato col solo utilizzo dell’acciaio. Appena versato nel bicchiere è straordinaria la complessità e la pulizia che mostra basata tutta sui piccoli frutti rossi e neri, a partire dalla mora fino ad arrivare al ribes e al mirtillo. Godibilissimo anche in bocca grazie a una scorrevolezza e ad una succosità che non possono non indurre al sorso successivo. Buono e piacevole anche il finale delineato dal riemergere delle sensazioni sentite al naso molto pulite e nette.
Veramente un bell’esempio di vino quotidiano, da stappare con piatti di carni bianche, formaggi non troppo stagionati e succulente preparazioni di pesce. Io ci ho abbinato un plum cake salato di prosciutto, parmigiano e pomodorini secchi ed era una delizia. L’ho bevuto fresco, a 16°C circa. Per me è la temperatura ideale e così ve lo consiglio. Cin Cin!

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